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Questo libro nasce dai miei anni trascorsi accanto a un uomo meraviglioso, Ezio Ceriana, la persona più felice e innamorata della vita che io abbia mai avuto modo di conoscere, profondo conoscitore degli insegnamenti spirituali che l’Oriente, ma non solo, ha saputo trasmettere in migliaia di anni di assidua e profonda ricerca dei suoi illuminati maestri.
Come molte storie, anche questa inizia in una fredda sera d’inverno: era il lontano gennaio del 1987 e spinto dalla curiosità per una materia per me ancora molto misteriosa e sconosciuta, mi trovavo con un amico alla presentazione di un corso di auto-ipnosi tenuta proprio da Ezio Ceriana; e ancora non sapevo che il conoscerlo, di lì a poco, avrebbe cambiato tutta la mia vita.
Il suo aspetto non tradiva l’età, ormai prossima ai settanta anni, di corporatura esile, incanutito e dal fare molto gentile, sorridente, amorevole con tutti, come un nonno con i suoi adorati nipotini.
Dalle sue parole traspariva una serenità, un’energia e una gioia di vivere certamente inconsuete per un uomo di quell’età.
Parlò per tutta la sera della vita, di questa esperienza meravigliosa e sublime che tutti eravamo venuti a compiere, trasmettendoci un amore e un entusiasmo tali per essa, che non ci volle molto per capire che era lì per insegnarci tutto, perché, ormai era chiaro: noi non conoscevamo ancora nulla dell’esperienza del vivere.
Per me che lo ascoltavo, ma penso anche per la maggior parte dei presenti, la vita era vissuta come un’immane fatica, capace solo di costringerci ad una continua e assidua ricerca delle forze per sopportarne il peso. Per Ezio invece era un’avventura straordinaria, divertente e affascinante; un miracolo così grande e profondamente intriso di Realtà divina, capace solo di sbalordirlo ogni giorno di più, al punto da non lasciarlo quasi più andare a dormire alla sera e renderlo impaziente di alzarsi al mattino per scoprire quale sublime meraviglia quel giorno si sarebbe svelata ai suoi occhi. Osservandolo parlare, con quel modo così gentile e delicato, mi chiedevo da quale paradiso venisse questo incauto, quanto piacevole, vecchietto.
Sembrava che tutta la sua vita l’avesse trascorsa su un altro pianeta, di certo non su questa terra così afflitta da difficoltà e dolori di ogni genere. Possibile che questa chimera fosse lo stesso luogo nel quale tutti noi avevamo vissuto fino a quel momento?
Egli sosteneva che la vita avrebbe soddisfatto ogni nostro desiderio se solo avessimo imparato a viverla nel modo corretto, quindi a comprenderne a fondo le dinamiche energetiche attraverso le quali l’uomo stesso crea la sua realtà.
Ci spiegava che nulla intorno a noi è normale e scientificamente spiegabile, a partire dalla stessa struttura dell’atomo e quindi di tutta l’energia che compone la materia. Essendo un uomo di scienza, prima medico, poi chimico e imprenditore, conduceva il suo discorso con un’impronta pragmatica e scientifica, il che rendeva tutto molto interessante, razionale e ben poco esoterico.
Era capace di vedere la vita nella sua essenza dinamica, al di là delle opinioni e dei facili giudizi.
Incominciò così a spiegarci, in modo molto semplice, che la realtà vera avrebbe incominciato ad apparire ai nostri occhi, come una magnifica e sublime creazione divina, nel momento stesso in cui avremmo imparato a vivere la vita e non più a pensarla.
Nel suo mondo, paure, ansie e depressioni non esistevano più da tempo, perché ormai vi erano solo più gioia, amore e felicità.
Occorreva imparare a vivere, ed egli era lì a condurci per mano in questo meraviglioso quanto avventuroso cammino, che ci avrebbe portato a conoscere finalmente la Vita, e che avremmo dovuto intraprendere fin dall’adolescenza, e invece solo ora, credo, eravamo disposti a iniziare.
Sentivo già quanto bene gli volevo, era forse il nonno adorato che tutti avremmo sempre voluto avere accanto; lo abbracciai forte con il mio sguardo e decisi che da quel momento non lo avrei più lasciato.
Mi piace paragonare le persone illuminate da profonda saggezza a delle meteore che, come splendenti e fugaci stelle, giungono a noi inaspettate: esse non entrano mai completamente nella nostra vita, ci passano solo accanto, ci sfiorano illuminandoci con la loro luce, come una dolce carezza della Vita su di noi, per confortarci e indicarci la via, ma poi continuano il loro viaggio per aiutare il Mondo e inesorabilmente ci lasciano, ci abbandonano, costringendoci così a camminare da soli per scoprire che la nostra Guida è dentro di noi. Soli, sempre soli, ma questa volta con la Vita che ci accompagna.
Mi ritengo una persona incredibilmente fortunata, perché sfiorata da una vera, quanto splendida stella che ha saputo con la sua luce indicarmi il cammino. Da Ezio mi sono sentito amato come dal più dolce e affettuoso dei padri, e in me porto ancora intatta l’emozione del suo amorevole sguardo, che solo un cuore grande come il suo sa donare.
E ora, a pochi anni dalla sua morte, anche se il mio cuore non ha ancora smesso di piangere, mi sento infinitamente grato alla Vita per avermi concesso di vivere accanto ad una persona così speciale; e ancora lo sento qui, accanto a me, che tenendo stretta la mia mano mi accompagna lungo il sentiero della mia esistenza.
Sono qui e non ti lascerò

Ezio Ceriana e sua moglie
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